I racconti della professoressa Corsetti

Passeggiate in centro (2) - La Superlady

L'incontro con il grosso e il piccoletto mi ha messo di buon umore. Debbo assolutamente chiamare Antonella e commentare con lei il prototipo di maschio il cui fisico si è arreso agli anni senza conseguente adeguamento del cervello. Ce ne è capitato qualcuno, accadeva mille anni fa, che si strusciava, che faceva battute sul culo e sulle tette. Sarebbero state da ricambiare quelle battute. Oggi sarei in grado di farlo, una vecchia di ottanta anni si può permettere di tutto, peccato che nessuno mi fa più battute sul culo e sulle tette. Oddio che orrore, vabbè passatemi anche questa.

A proposito di culo, tette e mercanzie varie, guarda un po' chi mi viene incontro: la Superlady.

Dicono che a Latina ci siano molte Superlady, perché Latina è una città dove conta soprattutto l'apparenza. Sì, forse sarà anche questo, ma continuo a essere convinta che la realtà dei fatti sta in questi spazi aperti che rendono le strade un'enorme vetrina. Non ci sono vicoli dove camminare nell'ombra. Le vie secondarie sono altrettanto grandi e piene di luce. Una passerella sotto il cielo, con il sole che si riflette nel bianco del marmo dei marciapiedi. Marmo liscio da tacco 15, sfido le città d’arte a offrire altrettanto.

La Superlady è al volante del suv del marito. Il quale marito usa la macchina della moglie per due ordini di motivi: si parcheggia più facilmente, è meno evidente e quindi migliore per caricarci sopra la fidanzata. La Superlady ha tutto il tempo che vuole per parcheggiare, quanto ai fidanzati non sta bene caricarli in macchina.

«Professoressa Corsetti, che piacere incontrarla»

La Superlady non lavora, è di media-mediocre cultura, va al cinema e al teatro tanto per passare il tempo. L'unico sforzo della sua vita è stato quello di acchiappare il marito giusto. Una chiacchierata con me può rappresentare una cosa della giornata che la sera a cena vale la pena di raccontare.

«Signora carissima, ma si fa sempre più bella!». Non è vero, gli anni passano anche per lei che gran bella non è mai stata. Aggiustata, questo sì. Piacente senza dubbio.

«Ma cosa dice professoressa, è lei la donna da prendere ad esempio!». Vorrei spiegare alla Superlady il significato delle parole nella lingua italiana e che ci sono cose che si dicono tanto per dire, da evitare solo se si è assolutamente certi che chi si ha di fronte è affetto da una malattia incurabile.

Comunque, pronunciate le formule di rito, non rimane tantissimo da conversare con la Superlady. Che vuole offrirmi un aperitivo a tutti i costi. Tra me e me spero che non arrivino patatine e noccioline, preferirei mini tramezzini e piccole mozzarelle. Così praticamente pranzo e mi levo il pensiero. No, non è per tirchieria, è per pigrizia.

«Vedo che è stata in palestra, brava, fa bene a mantenersi in forma». La Superlady è sempre vestita per l'occasione. Tuta da ginnastica di mattina, i tacchi spuntano nel pomeriggio. I capelli a qualsiasi ora sono appena usciti dal parrucchiere. Il make up, mai eccessivo, è onnipresente.

La Superlady è affettuosissima con me, debbo riconoscerlo. E io che sono una vecchia acida sto qui a farle le pulci. Ma io lo so che lei mi sta coccolando perché può contare sulla platea vastissima del centro di Latina. Dal Comune alla Prefettura, alla Provincia, alla Cattedrale tutto ruota su queste strade che quando ci passi non puoi fare a meno di notare quello che stanno facendo gli altri.

«Anto’ - tornata a casa posso telefonare alla mia amica e permettermi un linguaggio meno formale - la signora doveva farsi vedere da tutti in versione crocerossina, voglio vede' come c'arriva lei all'età nostra»

«Perché come ci siamo arrivate noi? Avranno pensato che ha trovato lavoro come tua badante».

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Commenti

  • SIMONETTA (martedì, 08. ottobre 2013 14:48)

    MARIA è FICHISSIMO,SIA IL PRIMO CHE IL SECONDO RACCONTO SONO DELIZIOSI E PUNGENTI QUANTO BASTA.TI SEGUO CON MOLTO PIACERE

  • Letizia (mercoledì, 09. ottobre 2013 10:41)

    Sempre pungente la mia Cursètt! :0) bella anche la foto!! :D

  • Maria Corsetti (mercoledì, 09. ottobre 2013 18:25)

    Grazie Simonetta!
    Cara Letizia, della foto ne sai qualcosa....te ne manderò altre!

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IL PATTO DI MISAMBOR

     IL PATTO DI MISAMBOR

Pianeta Terra, anno 12065. Dopo millenni di battaglie tra tecnologici, ambientalisti e religiosi viene firmato il Patto di Misambor grazie al quale l’uomo dovrebbe vivere felice e in pace per l’eternità. Infatti per i primi secoli le cose vanno esattamente così. Ma “eternità” è parola grossa da digerire: per questo motivo nel Patto di Misambor vengono inserite due clausole: la prima, richiesta dagli ambientalisti, esige che comunque sia previsto un ciclo nascita-crescita-maturità-vecchiaia. La seconda, richiesta dai religiosi e ben più complessa, sancisce la possibilità della morte. Qualunque essere umano muore nel momento in cui sulla terra nessuno gli vuole più bene.

Non c’è neanche uno straccio di astronave in questo romanzo ambientato tra diecimila anni, né si va a passeggio tra le stelle e tantomeno tra le scimmie. In fondo l’umanità riesce sempre a superare se stessa.

 

Autore: Maria Corsetti

Titolo: Il Patto di Misambor

Editore: Falco Editore

Anno di pubblicazione: 2012

Pagine: 112

Prezzo: 10 euro

Copertina di Lorenzo Moriconi

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