I racconti della professoressa Corsetti

Lavori condominiali

Oggi è una magnifica giornata di fine inverno e io sto chiusa in casa con le serrande abbassate. In realtà sono già uscita questa mattina e adesso che vorrei godermi la luce del pomeriggio e quel momento magico che precede il tramonto, quando vanno in scena i preparativi di quella festa color fuoco che sarà dopo qualche minuto, non posso perché stanno facendo i lavori all'esterno del palazzo dove abito.

Il montacarichi va su e giù con operai e materiale. No, non stanno sempre sul mio terrazzo, ma mi hanno seccato il giorno che la signora che mi aiuta in casa con le pulizie aveva dimenticato di ritirare alcuni vasi. Questione di cinque minuti e hanno iniziato a dirne di tutti i colori. La signora è uscita immediatamente e ha tirato dentro i vasi. Però mi è dispiaciuto. Hanno insultato lei, a me non mi hanno mai vista. «Signora, noi stiamo lavorando» le hanno detto. Anche la mia signora stava lavorando. Ha cinquant'anni e lavora perché ne ha bisogno. Ne ha bisogno quanto quei tipi sul montacarichi.

Signora, la prego, mi permetta di dare una lezione a questa gente un po' maleducata. Le do del lei alla mia signora. Non lo faccio per distacco, ma perché mi è venuto spontaneo darle del lei. Mi sembrava più imbarazzante che io le dessi del tu e che lei mi rispondesse con il lei. Come accadeva quando insegnavo al liceo con i ragazzi. Ma quelli erano ragazzi e io ero la professoressa. Qui io sono una vecchia pensionata e lei è una donna che fatica per vivere.

Vado dai cinesi. Sì al negozio dei cinesi. Alla fine hanno aperto anche a Latina. Li trovavi in tutto il mondo tranne che a Latina. Certo, sono diversi. Almeno quelli di mia fiducia. Chiudono di notte e non cucinano dentro il negozio. Parlano abbastanza l'italiano e quando entri ti riconoscono, sorridono e salutano. No, non sono razzista e penso che ognuno vive come preferisce. Però è fuori dubbio che i miei cinesi mi stanno più simpatici degli altri.

Insomma, sono andata dai cinesi e ho investito 30 euro in biancheria intima d'assalto. Mutande, guepiere, reggiseni, bustini e calze. Trenta euro per un kit da gran prostituta. Non do giudizi, ognuno indossa la biancheria che vuole. Però è fuori discussione che questa biancheria abbia un esplicito richiamo sessuale. Meglio così? Ho anche comprato un piccolo stendino, di quelli che si agganciano alla ringhiera del balcone. E ho steso ad asciugare la biancheria.

Ho controllato, il montacarichi è di grande sicurezza. La ditta che ha preso l'appalto dei lavori è molto seria. Anche se uno sviene non cade giù. Ecco, adesso cari maschi che vi sentite importanti a dire "io sto lavorando" a una donna di cinquanta anni che sta lavorando anche lei, adesso cari maschi preparate l'intonaco nuovo con le mutande di pizzo nero con i nastrini rosa sotto il naso. E con le calze arabescate con reggicalze incorporato. E con i reggiseni che dentro c'entra una quinta in piena salute.

IL PATTO DI MISAMBOR

     IL PATTO DI MISAMBOR

Pianeta Terra, anno 12065. Dopo millenni di battaglie tra tecnologici, ambientalisti e religiosi viene firmato il Patto di Misambor grazie al quale l’uomo dovrebbe vivere felice e in pace per l’eternità. Infatti per i primi secoli le cose vanno esattamente così. Ma “eternità” è parola grossa da digerire: per questo motivo nel Patto di Misambor vengono inserite due clausole: la prima, richiesta dagli ambientalisti, esige che comunque sia previsto un ciclo nascita-crescita-maturità-vecchiaia. La seconda, richiesta dai religiosi e ben più complessa, sancisce la possibilità della morte. Qualunque essere umano muore nel momento in cui sulla terra nessuno gli vuole più bene.

Non c’è neanche uno straccio di astronave in questo romanzo ambientato tra diecimila anni, né si va a passeggio tra le stelle e tantomeno tra le scimmie. In fondo l’umanità riesce sempre a superare se stessa.

 

Autore: Maria Corsetti

Titolo: Il Patto di Misambor

Editore: Falco Editore

Anno di pubblicazione: 2012

Pagine: 112

Prezzo: 10 euro

Copertina di Lorenzo Moriconi

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