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Libera a Latina vista dalla parte di quelli a cui hanno rimosso l'auto

 

 

Anno 2014, marzo per l’esattezza, giorno 22: a Latina va in scena la manifestazione di Libera. Attesi pullman da ogni dove, la Rai farà la diretta.

La tensione è alle stelle e francamente non ne capisco il perché. Credo che le mafie abbiano ben altri pensieri questa mattina che rovinare la festa a centomila persone.

Da Studio 93 mi chiedono se posso mandare qualche foto della manifestazione: scendo da casa alle 10.15 e, come annunciato pochi secondi prima al telefono da mia sorella, la mia Panda non c’è più. Realizzo comunque che ha avuto una sorte migliore rispetto alla mia Panda precedente, andata in fiamme all’alba nella strada adiacente qualche mese fa.

Un cartello minuscolo, che se ci passi tutti i giorni lì non ci fai certo caso, annuncia che quel tratto sarebbe stato zona rimozione dalle 5 alle 16 del 22 marzo.

Bene, alle ore 6 del 22 marzo, come realizzerò leggendo più tardi il verbale, la mia auto era stata rimossa. Tolleranza zero. Però, che tosti. No, che stronzi mi suona meglio. Comunque alle 10.15, quando provo a chiedere lumi ai vigili urbani, mi rendo conto che stanno nel panico, che qualcuno gli ha detto di togliere immediatamente la loro vettura di servizio da quel tratto di strada da dove quattro ore prima hanno rimosso la mia auto. Insomma, sono quattro ore che quel tratto di strada è off limits. Sorvegliatissimo, chissà cosa potrà mai succedere.

Uhmmm, ma se la questione era così importante non potevano usare un cartello un pochino più visibile? No, ne hanno addirittura riciclato uno di un’altra manifestazione e ci hanno attaccato una pecetta con data e ora. D’accordo, abbasso gli sprechi. Ma sarebbe bastato un formato A3, magari di un colore che dà nell’occhio. No, ci devi fare caso anche se torni che è già buio (alle 19 è già buio) e davanti quel cartello è parcheggiato un suv.

Avrebbero sostenuto, alcuni addetti a questo fatto della viabilità, che i cartelli (sì, al plurale perché c’era qualche altra cosa rinsecchita all’incrocio) c’erano già da due giorni. Uhmmmm, ma se da due giorni non c’era nemmeno l’ordinanza?

 

Perché il vero capolavoro sta nelle ordinanze con cui sono state disposte le limitazioni alla sosta e al transito. La prima, la n. 37, è del 17 marzo e riporta un bell’elenco di strade. Quindi il 19 marzo arriva la n.38, “integrativa della 37”. La 38 aggiunge altre strade all’elenco della precedente e precisamente Largo Silvestri, Via Siciolante, Via Diaz, Viale Umberto I (lato sinistro, tratto e percorrenza Via Carlo Alberto – Viale XXI Aprile). Nel comunicato stampa inviato dal Comune di Latina nel pomeriggio del 20 marzo soltanto queste saranno le strade indicate come zona rimozione. E a ben vedere c’è una ratio nella scelta di indicare solo queste: per le prime, quelle della 37, c’è stato il tempo necessario per mettere i cartelli: l’ordinanza era del 17 marzo, diciamo che i cartelli sono stati messi il 18, ci sono tre giorni pieni per rendersene conto.

Già con un’ordinanza del 19 marzo si è border line con i tempi, meglio dare un “rinforzino” che arrivi attraverso i media locali.

Ma diabolicamente, proprio lo stesso giorno in cui il Comune dirama il comunicato stampa -ricordo che siamo a giovedì 20 marzo e che la manifestazione di Libera è in programma per sabato 22 marzo - qualcuno pensa bene di procedere con la terza ordinanza, la n.39. Che non è integrativa delle due che l’hanno preceduta, ma è conseguente a una riunione che si è tenuta in Questura sempre il 20 marzo.

Dunque, il 20 marzo in Questura si decide che alcuni tratti di strada vanno tenuti sgombri, quindi si procede con un’ordinanza e nessuno dice niente. Forse era segreto?

Comunque non si sa quando, ma se per un caso super straordinario fosse stato lo stesso 20 marzo il giorno che hanno attaccato i cartellini, si è trattato del 20 marzo sera, comunque era già buio. Sennò non ci siamo con i tempi e ci hanno preso per il culo.

Voglio ancora credere che la tensione, non capisco per cosa ma la tensione, abbia portato a non rispettare le elementari regole spazio temporali della comunicazione, cioè cartelli spaziosi, ben visibili per un tempo congruo.

 

Specifico che la strada in questione è molto centrale, ma era mai stata interessata da rimozioni in occasione di manifestazioni. Ci si poteva parcheggiare anche durante il raduno degli alpini, figuratevi un po’.

 

Ricordo anche che in un caso analogo, l’arrivo di Berlusconi il 13 maggio del 2011, si dovette procedere con una certa celerità e piuttosto all’improvviso allo sgombero delle auto: bene, attraverso i tagliandini esposti sulle auto dei residenti la municipale risalì ai numeri di telefono dei proprietari, invitandoli a togliere subito le loro vetture, altrimenti si sarebbe proceduto con la rimozione. E la campagna elettorale non c’entrava niente con la cortesia: a Latina da un anno c’era il commissario prefettizio, quindi la gentilezza era a beneficio dei soli cittadini.

Dico, ma con la manifestazione di Libera non si poteva fare altrettanto? Ma erano le sei di mattina! Tranquilli, alzarmi e scendere in strada mi avrebbe dato infinitamente meno fastidio che sborsare una cifra che, tra rimozione e multa, rappresenta più del 10% del mio stipendio mensile.

 

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IL PATTO DI MISAMBOR

     IL PATTO DI MISAMBOR

Pianeta Terra, anno 12065. Dopo millenni di battaglie tra tecnologici, ambientalisti e religiosi viene firmato il Patto di Misambor grazie al quale l’uomo dovrebbe vivere felice e in pace per l’eternità. Infatti per i primi secoli le cose vanno esattamente così. Ma “eternità” è parola grossa da digerire: per questo motivo nel Patto di Misambor vengono inserite due clausole: la prima, richiesta dagli ambientalisti, esige che comunque sia previsto un ciclo nascita-crescita-maturità-vecchiaia. La seconda, richiesta dai religiosi e ben più complessa, sancisce la possibilità della morte. Qualunque essere umano muore nel momento in cui sulla terra nessuno gli vuole più bene.

Non c’è neanche uno straccio di astronave in questo romanzo ambientato tra diecimila anni, né si va a passeggio tra le stelle e tantomeno tra le scimmie. In fondo l’umanità riesce sempre a superare se stessa.

 

Autore: Maria Corsetti

Titolo: Il Patto di Misambor

Editore: Falco Editore

Anno di pubblicazione: 2012

Pagine: 112

Prezzo: 10 euro

Copertina di Lorenzo Moriconi

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