FiloLogico, romanzo spicciolo - Cap. III

Ti amo, ti desidero ergo...

Come si può non amare un uomo che ti ama?

Si può eccome, sono loro che non si capacitano, Tanto veloci a liberarsi di chi non li interessa, tanto petulanti nell’insistere con l’oggetto del loro desiderio. E questo è un livello.

Ma c’è addirittura un livello peggiore di questo: l’uomo che ti ama e nel dirtelo ha assolto ai suoi doveri coniugali. Cioè lui ti ama, ti desidera, vuole fare l’amore con te, non vede l’ora di incontrarti. Che altro chiedere a un compagno? Se gli fai notare che vorrebbe ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo, cioè che è un paraculo, la sua reazione va dall’incredulo all’indignato. Lui ti ama e tu stai lì a fare questioni. Lui vuole fare l’amore con te ogni momento e l’idea che a te questa cosa faccia rabbrividire lo destabilizza. Non lo sopporti, ti sembra uno di quei cagnetti con la simpatica abitudine di attaccarsi alle gambe di chi gli capita a tiro. Però, ammettiamolo, noi siamo conniventi, almeno per qualche settimana, alle volte anche per mesi. Si registrano casi di anni, ma sono rari. Tutte questo desiderio ci fa sentire come Sharon Stone in Basic instinct. Solo che l’accavallata di gambe della Sharon agitava le masse, noi siamo le dive di un unico spettatore. Che nella maggior parte dei casi non assomiglia per niente a Michael Douglas. Quindi cerchiamo di divincolarci dalla morsa, di respirare un po’. Ma l’irriducibile non si arrende. Lui ti ama e basta. Ti desidera, non vede l’ora di fare l’amore con te. Ogni cosa è «basta che sia con te». Questo scatena non tanto il nostro istinto sadico, quanto la nostra crescente indifferenza. Ogni cosa all’esterno di questo grande immenso amore inizia a sembrarci meravigliosa. Coltiviamo desideri spiccioli, come leggere un libro o andare al cinema. Attenzioni sottratte a lui che, soffrendo, aspetta ansioso il nostro ritorno pronto ad allargare le braccia non appena sente il rumore dei nostri tacchi per le scale. Lui conosce perfettamente l’andatura dei nostri tacchi. Buttiamo quelle scarpe nel secchio e ci compriamo un silenzioso paio di sneakers. Abbiamo sottovalutato la circostanza che per lui sarà ancora più bella la sorpresa di vederci comparire senza preavviso. Tutto questo è costellato di una serie di aggravanti: la prima in assoluto, quella da ergastolo è la memoria del passato. «…quella volta mi hai detto e io sono stato felice…quella volta che hai fatto quella cosa e io ho toccato il cielo con un dito…», rimembranze snocciolate con il sospiro di chi lascia sottintendere la grande amarezza che quella vita non è più. E tu maledici il giorno in cui l’anima leggera o una storia in cui credevi in quel momento, ti ha fatto dire o fare quelle cose. Come spiegare che il tempo trascorre e il passato non è più con noi? Forse è il caso di dare un’occhiata al presente e magari iniziare a organizzarsi per il futuro? No, «quella notte di stelle in cui mi hai detto….» lui la ricorderà per sempre, tu la maledirai se non per il resto della tua vita almeno per qualche buona settimana.

 

Finalmente libere. Terreno di caccia

Una donna che vive da sola, lavora e riesce persino a comperarsi una macchina senza ricorrere all’aiuto dello psicologo è, agli occhi del maschio cacciatore, pari a Wonder Woman. E, in quanto Wonder Woman, è in grado di sbrigarsela da sé, sta bene con se stessa, tranne quando al maschio gli prende la voglia di vederla. Allora siccome è Wonder, si libera di tutto e di tutti e si presenta spettacolare all’appuntamento che in genere non è in un posto fantastico, degno appunto di Wonder Woman, ma è qualche brutto tugurio dove ti incazzi al solo pensare che sei andata anche dal parrucchiere per prepararti all’evento. Sei speciale, sei magnifica, okkey ciao ci vediamo. Ci caschi una volta, forse due, poi non ti fregano più. «Una donna come te…». Ecco, una donna come me la sera se ne sta a casa sua a leggersi un libro. Oppure se ne va a teatro. «Con chi sei andata?» l’interesse in realtà nasconde un intento indagatorio. «Da sola» «Da sola? Non sei andata con un’amica?» «No, le mie amiche hanno altro da fare. Oppure non gli piaceva quello spettacolo» «E allora sei andata da sola?» «Beh?» «Eh, ma da sola a teatro…» «Oh, la prossima volta vieni pure tu». Sospiro di lui «Eh, mi piacerebbe». «E allora accompagnami» «Ma al teatro…» «Appunto, se non ti piace ci vado da sola» «Però, da sola…» Un discorso che tende all’infinito. Meglio finirla subito, con il discorso e con l’uomo. Di bei libri da leggere la sera il mondo è pieno.

 

Commenti

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  • Vito Di Ventura (lunedì, 17. marzo 2014 19:22)

    Come sempre "bravissima"!!!

  • Beatrice (lunedì, 17. marzo 2014 13:37)

    Top.
    Grazie..e pensando in quali circostanze assurde ho trovato questo meraviglioso testo 10 minuti fa..niente è per caso.
    Complimenti sinceri!

    (P.S. ah,ovviamente sono una di quelle)

IL PATTO DI MISAMBOR

     IL PATTO DI MISAMBOR

Pianeta Terra, anno 12065. Dopo millenni di battaglie tra tecnologici, ambientalisti e religiosi viene firmato il Patto di Misambor grazie al quale l’uomo dovrebbe vivere felice e in pace per l’eternità. Infatti per i primi secoli le cose vanno esattamente così. Ma “eternità” è parola grossa da digerire: per questo motivo nel Patto di Misambor vengono inserite due clausole: la prima, richiesta dagli ambientalisti, esige che comunque sia previsto un ciclo nascita-crescita-maturità-vecchiaia. La seconda, richiesta dai religiosi e ben più complessa, sancisce la possibilità della morte. Qualunque essere umano muore nel momento in cui sulla terra nessuno gli vuole più bene.

Non c’è neanche uno straccio di astronave in questo romanzo ambientato tra diecimila anni, né si va a passeggio tra le stelle e tantomeno tra le scimmie. In fondo l’umanità riesce sempre a superare se stessa.

 

Autore: Maria Corsetti

Titolo: Il Patto di Misambor

Editore: Falco Editore

Anno di pubblicazione: 2012

Pagine: 112

Prezzo: 10 euro

Copertina di Lorenzo Moriconi

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