Erotismo spicciolo

Sms libidinosi

Mi chiedo: se la mano più abile è impegnata a mantenere alto il livello di erotismo, a quella meno abile è demandato il compito di digitare un testo che faccia scattare in chi sta dall’altra parte altrettanto desiderio?

E oggi che gli sms sono stati soppiantati dalla rivoluzione di whatsapp, che si fa, si manda il video della diretta? Per favore no, l’sms manteneva almeno quel minimo di mistero, di spazio all’immaginazione. Il video casalingo è l’antierotismo per eccellenza, quello in grado di far desistere il più accanito lupo mannaro.

Percentuale di successo

Ebbene la realtà è questa: per quanto fosse possibile barare con gli sms erotici, una percentuale di successo dovevano pur averla, fosse anche in maniera unilaterale. Anche se dall’altra parte (in genere la donna) si rispondeva con ardore mentre ci si metteva lo smalto alle unghie dei piedi, il genio dello short message si gonfiava di orgoglio e ormoni, fino a esplodere nell’atto liberatorio. E l’abbattimento di ogni barriera del pudore lo portava a concludere formulando la più sorprendente delle domande: «Ti è piaciuto?». «Moltissimo», la risposta digitata mentre si allestivano i piedi con il separa-dita per evitare che lo smalto ancora da asciugare si rovinasse.

Pensiero divergente: decenni di liberazione dei costumi sessuali e di emancipazione della donna dovrebbero portare l’essere femminile a rifiutare pratiche che non siano altrettanto gratificanti per lei, inoltre se la cosa ha lasciato indifferenti la risposta dovrebbe essere «Sto come prima, solo che ho quasi azzerato il credito del telefonino per rispondere e questi cacchio di sms. Inoltre il pensiero di te che ti manipoli su un letto pensando a me non mi ha ingenerato alcun desiderio, anzi mi ha del tutto tolto ogni pensiero peccaminoso che coltivavo fino a mezz’ora fa». Scrivi tutta ‘sta roba, perdi tempo in spiegazioni al maschio offeso, blocca i suoi tentativi di dimostrarti che invece…Vabbè, scrivi «Moltissimo» e la cosa finisce lì.



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IL PATTO DI MISAMBOR

     IL PATTO DI MISAMBOR

Pianeta Terra, anno 12065. Dopo millenni di battaglie tra tecnologici, ambientalisti e religiosi viene firmato il Patto di Misambor grazie al quale l’uomo dovrebbe vivere felice e in pace per l’eternità. Infatti per i primi secoli le cose vanno esattamente così. Ma “eternità” è parola grossa da digerire: per questo motivo nel Patto di Misambor vengono inserite due clausole: la prima, richiesta dagli ambientalisti, esige che comunque sia previsto un ciclo nascita-crescita-maturità-vecchiaia. La seconda, richiesta dai religiosi e ben più complessa, sancisce la possibilità della morte. Qualunque essere umano muore nel momento in cui sulla terra nessuno gli vuole più bene.

Non c’è neanche uno straccio di astronave in questo romanzo ambientato tra diecimila anni, né si va a passeggio tra le stelle e tantomeno tra le scimmie. In fondo l’umanità riesce sempre a superare se stessa.

 

Autore: Maria Corsetti

Titolo: Il Patto di Misambor

Editore: Falco Editore

Anno di pubblicazione: 2012

Pagine: 112

Prezzo: 10 euro

Copertina di Lorenzo Moriconi

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